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IL BAROCCO

FABER MOBILI presenta
DENTRO IL MOBILE CLASSICO: a cura di Alberto Vincenzo Vaccari docente in storia degli stili autore del libro "Dentro il Mobile", consulente Faber Mobili.

Tutto cio che rientra negli schemi architettonici barocchi lo si ritrova più o meno applicato al mobile del '600, spesso influenzato dal gusto ampolloso del '600 francese e da quello fastoso spagnolo. Gli elementi d'arredo si arricchiscono di volute, colonne, tortili, putti, cesti di frutta, dorature, intagli, cornici spesse o sottili, con rientranze e curvature, con cimase e timpani curvilinei.

Storia
All'inizio del XVII secolo nasce un nuovo stile che si fonda sul rifiuto del classicismo, sulla ricerca dell'originalità e sull'immaginazione: il Barocco, il cui nome ha origine da "barrueco", termine spagnolo che indica una perla di forma irregolare.
Con lo stile Barocco non si può parlare di mobile essenzialmente italiano. Notevoli, inoltre, sono differenze che appaiono anche da regione a regione dove, a seconda dei casi, si prediligono spunti francesi oppure i cupi e fastosi esempi spagnoli.
Così, per esempio, Genova risentirà più della moda francese e dell'influenza degli stili Luigi XIII e, soprattutto, Luigi XIV, mentre Napoli subirà più profondamente l'influsso spagnolo. Bologna preferirà i mobili di colore scuro, pesanti, ricchi d'intagli e di volute, avvicinandosi al Barocco romano dominato dall'arte del Bernini prima, e da quella del Borromini in seguito, risentendo, inoltre, del clima particolare creato dalla Controriforma di cui gli spagnoli furono i protagonisti. Per tutto il '600 il mobile assume proporzioni notevoli dovendo figurare in ambienti vasti.

GLI ARREDI

Il trionfo delle corti e la presenza di sontuosi palazzi richiedono arredi molto prestigiosi. Nascono, così, manifatture specializzate, come quella di Gobelis in Francia, e si formano artigiani di altissimo livello che riescono a creare ornamenti ricchissimi come intarsi in avorio, in argento, in tartaruga, in metallo, con applique in bronzo, riquadri con scenette in pietre dure, scagliole, marmi. I mobili sono arricchiti da montanti torniti, intagliati e spesso dorati. I legni sono di gran pregio come l'ebano o, se di qualità inferiore, sottoposti a doratura. Fra gli arredi di gran moda vi sono: la "console" tavolo da muro con funzione decorativa; tavoli da centro solitamente di grandi proporzioni, con il piano in marmo; librerie; i "gueridons" o portavasi riccamente scolpiti e lo stipo che rappresenta, forse, il mobile più prezioso del periodo.

Panche
Nel primo '600 sono semplici, con schienale sagomato spesso arricchito da una decorazione di lunghe foglie che racchiudono, nel centro, uno stemma. Il sedile diventa apribile, con cornici sporgenti e zampe a mensola. Con il maturare del secolo si accusa anche per le panche una sempre maggiore ricchezza di volute, riccioli e intagli.

Armadi
Alla fine del '600 cominciano a perdere di monumentalità. La linea rigida si ammorbidisce ed il frontone, come pure i pannelli delle ante, diventano curvilinei. Le proporzioni, ancora notevoli, vanno diminuendo solo verso il 700.

Letti
La moda francese fa di questo mobile un compendio di stoffe, passamanerie e copriletti, tanto che la struttura lignea scompare quasi del tutto. Le sagome lignee vengono messe in evidenza dalle stoffe che si arrampicano fino al baldacchino, il quale normalmente è fissato al soffitto e ha il frontone curvilineo arricchito da pinnali somiglianti ad obelischi, così di moda nel '600 romano. Nell'Italia Centro Settentrionale, la doppia valenza manierista e barocca dà vita, invece, a un letto privo di baldacchino.

Console
È questo il periodo in cui la tavola assume ampie proporzioni e il suo sostegno diviene complicato. Compare per la prima volta il tavolo a tre lati, la "console", che costituisce l'innovazione più notevole dell'epoca: un piano di marmo che poggia su supporti riccamente intagliati a forma di grande conchiglia o di delfini. La console è collocata negli appartamenti di rappresentanza delle dimore principesche e spesso, sopra di essa, venivano collocate grandi specchiere oppure preziosi ritratti di gentiluomini con parrucca a riccioli e ampiamente paludati.

Lo stipo
Rappresenta il mobile più prezioso: realizzato in legno pregiato ha una struttura architettonica con colonne, pilastrini, frontoni centrali ed è intarsiato con marmi e pietre dure o pietre semipreziose. Verso la fine del Seicento si afferma l'intaglio floreale, di cui è specialista Jan Van Mekeren di Amsterdam, autore di pannelli intarsiati con vasi di fiori che ricordano le nature morte con motivi floreali in voga all'epoca. Ma il più grande "maestro" dell'intarsio resta, comunque, Charles Boulle, ebanista della corte del Re Sole.

LEGNI USATI IN FALEGNAMERIA ED EBANISTERIA

Ciliegio: se ne possono trovare molte varietà ma le più impiegate sono il ciliegio dolce e il visciolo. Il suo colore varia dal giallo-arancione al rossastro. È molto usato da tornitori, ebanisti, stipettai e soprattutto nell'imitazione del mogano. Tende ad ingrigire perciò, per fissarne il colore, lo si "passa" con acqua di calce.
Cipresso: è un albero di grandi dimensioni che può arrivare sino a 24 m di altezza. Fornisce un legno di grana fine e di colore bianco o giallino. È omogeneo, duro, di odore gradevole, resistente al tarlo ed adatto a bella levigatura. È molto indicato per lavori che richiedono legni di lunga durata, ad esempio per la costruzione di armadi ove conservare pellicce o panni perché il suo odore allontana le tarme.
In Egitto, insieme al cedro del Libano, viene usato per la costruzione di case e per serramenti di lusso. Le porte della Basilica di San Pietro e di quella Costantiniana furono costruite in cipresso e si conservarono in buono stato per ben due secoli.
Corniolo: è un arboscello non molto alto, assai diffuso nei boschi e resistente ai climi freddi. Fornisce un legno di colore bruno rossastro, duro, compatto, pesante ed omogeneo. Per la sua bellezza è ricercato da tornitori ed ebanisti.
Cotogno: ha legno tenace e compatto, di colore bianco-rossastro: Si torce e si fende con facilità e con la stessa semplicità è possibile pulirlo. Si adopera per lavori di tornio, tarsia ed è usato dagli stipettai.
Eucalipto: è originario dell'Oceania e precisamente della Tasmania. Raggiunge proporzioni colossali, arrivando fino a 130-150 m di altezza, con un diametro del tronco che supera gli 8 metri. Il legno è duro, pesante, compatto e tenace nonché di lunga durata. Si presta molto bene anche ad essere pulito. È impregnato di una sostanza oleo-resinosa, dall'odore caratteristico, che lo difende dagli attacchi degli insetti. Si usa in ebanisteria per il suo colore giallo-rossastro con irregolari macchie sparse.
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