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IL "RE SOLE" E LO STILE LUIGI XIV (1643 - 1715)

FABER MOBILI presenta
DENTRO IL MOBILE CLASSICO: a cura di Alberto Vincenzo Vaccari.

In Francia con il regno di "re sole" si creò uno stile che si divulgò presto in tutta Europa; uno stile che da Versailles si trasferì a tutti i palazzi della nobiltà francese, contagiando molti paesi, compresa l'Italia.

Storia
Dalla Francia, con il lunghissimo regno di Luigi XIV, il cosiddetto "re sole", fu possibile creare uno stile che per la volontà accentratrice del sovrano si divulgò ben presto in tutta Europa, con la sovrintendenza del ministro Colbert, la direzione artistica del pittore Le Brum e l'opera geniale del primo ebanista di corte André-Charles Boulle. Attraverso le manifatture reali questo stile si trasferì da Versailles a tutti i palazzi della nobiltà francese, contagiando non solo la moda parigina e di tutta la Francia, ma pure quella di molti altri paesi d'Europa tra cui l'Italia.
Lo stile "Louis quatorze o Baroque" si può dividere in tre momenti. Durante la minore età del re, dal 1643 al 1661, con la reggenza di Anna d'Austria e il governo dell'italiano cardinale Mazarino, il gusto a corte subì una decisa influenza italiana. Nacque in questo periodo la scrivania (bureau), detta per l'appunto alla Mazarino, con vano centrale e tre serie di cassetti ai lati, ognuna con quattro gambe unite da traverse a X; il modello con qualche differenza rimase in uso anche nella seconda metà del secolo.
Il barocco del Luigi XIV raggiunge il suo massimo splendore nel secondo periodo, a partire dagli anni Sessanta del XVII sec. in concomitanza con l'istituzione (nel 1667) della Manifattura Reale dei mobili della Corona, e soprattutto con la scelta di fare di Versailles la sede della corte e del governo. A Charles Le Brun, attivo a corte dal 1660 al 1683, si sostituì poi l'architetto Jean Bérain, che fornì al Boulle nuovi e più fantasiosi disegni, forse ispirati a Lorenzo Bernini dopo un soggiorno a Parigi. Nel terzo momento che dalla fine del secolo abbraccia i primi del settecento, lo stile si addolcisce assumendo sinuose linee curve.

Costume e società
Tutto fioriva attorno a Versailles, in uno sfarzo senza eguali, tra feste, giochi e pranzi senza alcuna limitazione, in uno scenario di nobili e dame che gareggiavano nell'aver favori o nell'essere le "favorite" del re. Tutto era apparenza, dal trucco alle parrucche incipriate di bianco, dai pizzi e merletti ai costumi ricamati d'oro, dai gioielli ai profumi che nascondevano i cattivi odori, si pensi che in Versailles non esistevano delle vere e proprie stanze da bagno.
Verso la fine del '600 e nei primi anni del '700 la moda cambia e anche il Boulle, sempre attivo (morirà novantenne nel 1732), percorre nuove strade, addirittura inventando un nuovo tipo di mobile, la "commode", cassettone a tre cassetti con fianchi mossi, destinato a sostituire il "cabinet". Nei saloni di Versailles furono installate numerose grandi specchiere e nacque l'accoppiamento console-specchiera; molti gli armadi con "marqueterie" (intarsio) addirittura in argento massiccio (fatti fondere dal 1689 per la crisi finanziaria che la Francia attraversava, infatti, nonostante tutto questo sfarzo alla corte di Versailles, il popolo moriva di fame).

Architettura
In quest'epoca i palazzi si trasformano in vere e proprie regge, con ampi scaloni, posti pure all'esterno, terrazze, balaustre, statue e quant'altro possa arricchire la struttura. All'interno una miriade di stucchi dorati decoravano soffitti e pareti, lasciando il posto ai sfarzosi arazzi della manifattura "Gobelin".
Nei mobili la decorazione di questo periodo, a parte quella dell'Italiano Domenico Cucci che lavorava con bronzi dorati e commesso di pietre dure, è caratterizzata dalla "marqueterie", un intarsio che utilizza peltro ed ottone su sfondo in tartaruga.
Il Baroque francese, come quello italiano, è uno stile di facciata, con grandi decorazioni e sculture a tutto tondo, spesso dipinte o dorate, poste all'interno di nicchie, tra colonne, capitelli ed imponenti trabeazioni. E' difficile, in ogni caso, descrivere la ricchezza e la complessità dell'architettura barocca e della sua decorazione, e le infinite soluzioni offerte da una creatività estrosa e senza confini.

Stilemi
L'elemento decorativo forse più importante è costituito dai bronzi dorati, applicati sia per proteggere gli angoli e i piedi dei mobili, sia come ulteriore abbellimento, come le grandi maniglie dei mobili a volute floreali intrecciate da conchiglie. Da questo momento in avanti i francesi diventano raffinati ed abili maestri del cesello, e i mobili francesi si distingueranno sempre per queste piccole opere d'arte, che richiedevano l'intervento di artigiani specializzati (ciseleurs, cesellatori).
I mobili di questo periodo sono monumentali, ma lineari e squadrati; erme e cariatidi o pilastri rastremati in basso hanno sostituito le colonne tortili; i motivi ornamentali sono derivati dall'antichità classica per il tramite del barocco romano: foglie d'acanto, quercia e alloro, frutta e fiori, teste e zampe di leone, grifoni, delfini, ippocampi, zoccoli di capra, conchiglie, trofei d'arma, e le insegne della monarchia: le due L incrociate, il giglio, il sole radiante. Il Bérain aggiunge tralci di vite, festoni, drappeggi, mascheroni e grottesche, motivi esotici come scimmie e figure cinesi. Infatti, verso la fine del '600, dopo la famosa ambasceria del Siam che portò in dono, tra le altre cose, alcuni lavori laccati, nacque quella passione per le cineserie che poi avrebbe avuto il suo culmine nel settecento.

Arredamento
L'arredamento era formato da splendidi cabinets; ricoperti di peltro e tartaruga, o intarsiati secondo il gusto coloristico fiammingo, a grandi mazzi di fiori, con legni rari e pregiati. I letti avevano le parti lignee nascoste dalla tappezzeria del baldacchino sorretto da quattro colonne; c'era poi il letto da riposo, quasi un divano o canapè. Le sedie in legno dipinto o dorato portavano la tipica gamba Luigi XIV con traverse ad X, con sedili e schienali imbottiti, ricoperti di damasco, velluto, broccato; moltissime le panche e gli sgabelli, pure imbottiti.
Verso la fine del secolo e con i primi anni del settecento l'arredamento muta. La novità maggiore di quest'ultima fase del Luigi XIV è l'introduzione della linea curva: gambe a S per i bureaux a otto gambe e per i seggioloni, ancora con traverse a X, e successivamente gambe a capriolo senza più traverse. Le consoles cominciano ad avere mosse raccordate da traverse e un "grembiule" intagliato a motivo di lambrecchini, con piani in marmo e alte specchiere.
Gli allievi del Boulle introducono nelle marqueterie altri materiali (madreperla, osso, avorio, pietre dure).

L'ESPERTO RISPONDE
E' possibile oggi suggerire una casa che s'ispiri alla reggia di Versailles?

Tutto è possibile se fatto con un buon gusto e razionalità, basta saper coniugare alcuni aspetti dello stile Luigi XIV con elementi più confacenti alla vita dei nostri giorni, per esempio: certa ricercatezza nei tessuti dei tendaggi alla francese, propria dell'epoca presa in esame, può ben accostarsi a pareti colorate riquadrate da sottili stucchi con piccole volute, il tutto senza eccedere. Il pericolo di una casa in stile Luigi XIV sussiste proprio nel desiderio di strafare, magari tentando di sposare questo stile assai particolare con altri che nulla hanno a che fare. Dobbiamo sempre tenere ben presente che, come per il barocco, il Luigi XIV è uno stile dalle forme rotondeggianti e dalle linee curve piene di "ghirigori" pertanto non si potrà mai accostare alle linee diritte, prima del rinascimento e poi del neoclassico.
Se si vuole saperne di più, il libro "Dentro il Mobile" edito dalla Neri Pozza di Vicenza, di cui sono l'autore, descrive in modo esaustivo quanto accennato, con tavole di disegni e schede stilistiche.
Per quanto riguarda i mobili di questo periodo, come inserirli nell'arredamento di oggi?

Da soli stanno sicuramente male, bisogna creare per il loro giusto collocamento una certa atmosfera del tempo cui s'ispirano, dalle pareti magari rivestite con stoffe colorate, ai soprammobili, ai lampadari di cristallo. Nelle fotografie, tratte dalla collezione Versailles della ditta Faber Mobili, possiamo osservare alcuni piccoli espedienti che ci aiutano meglio di tante parole a comprendere come arredare senza cadere nell'eccentrico. Avere buon gusto non è difficile, a patto che si conoscano gli stili e con essi ci si confronti in umiltà. Ecco il perché della nostra piccola rubrica.

Un mobile d'imitazione dello stile Luigi XIV può valere nel tempo?

Se ben fatto, ben curato e rigoroso ai canoni stilistici che vuole rappresentare, di sicuro potrà farsi ammirare nel tempo, altrimenti, come molti mobili costruiti oggi, la sua parabola sarà piuttosto limitata. A tal riguardo posso consigliare di non soffermarsi ad una prima apparenza, nel caso di un acquisto di un mobile classico in stile Luigi XIV, anche se questa può essere il primo faro che c'illumina nella scelta, ma d'innamorarsene lentamente, vivendo quel passato che ci vuole trasmettere, se sapremo coglierlo avremo dato un valore aggiunto alla scelta che stiamo per compiere.

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