DALLA RESTAURAZIONE AL RISORGIMENTO
FABER MOBILI presenta
DENTRO IL MOBILE CLASSICO: A cura di Gemma Clerici, Storico dell'Arte
Dalla galassia dell' "Impero"
Storia
Il periodo storico che ci interessa è quello che si colloca tra il 1815, anno del. Congresso di Vienna e i moti indipendentisti d'Italia dal 1830 al 1848. Si deve considerare che l'Europa ebbe un secolo assai agitato, l'assetto delle grandi Nazioni veniva rivisto dopo l'avventura napoleonica e i Regni italiani sconvolti dalle passioni repubblicane prima e imperialistiche poi, tornavano ad un'apparente stabilità. L'Italia vedeva il ritorno delle vecchie dinastie e in alcune corti, come la Sabauda, il conservatorismo era tale, che vennero riportati in uso acconciature e abbigliamento del secolo precedente. Al nord, Piemonte e Liguria unite gravitavano nell'orbita di una cultura francese mal tollerata, la Lombardia era tornata all'Austria con il Veneto, Emilia, Toscana e , i ducati di Parma, Modena, Lucca, costituivano illuminate isole di tolleranza dove fermentava però l'insurrezione e il desiderio profondo di un'indipendenza che spingeva ai moti del prossimo Risorgimento. La Restaurazione era regola dello Stato della Chiesa e del Regno di Napoli, da cui partirono però i primi moti insurrezionali del 1821; industria esageratamente protetta, per difenderla dalla concorrenza inglese e francese, languiva a causa del macchinario antiquato. Questo immobilismo favoriva l'accumulo di capitale che non trovava impieghi anche se si moltiplicavano le iniziative dei liberali e della borghesia di tipo filantropico e intellettuale: le scuole popolari, le corporazioni artigianali con l'insegnamento di un mestiere ai ragazzi, soprattutto orfani, i giornali, i filatoi meccanici e le fabbriche di tessuti, la navigazione a vapore e l'illuminazione a gas. La Restaurazione sarà reazionaria fino a quando potrà ma la forza del liberalismo finirà per affermare due grandi principi dell'Ottocento: il principio liberale e quello socialistico.
Costume e società
La produzione dei mobili nel primo Ottocento è consentita dalla continuazione di una solida e sicura tradizione artigianale, si prosegue poi con lo stile "Impero", ma in una versione più sobria. Scompare ogni riferimento napoleonico, l'ornamento prevalente è affidato agli intarsi dei legni, giocando sui colori e le venature. La commitenza di questo periodo storico è quella dei grandi palazzi o delle regge che rifanno gli arredi, con un'impostazione di così totale intervento che si ricorre ai grandi architetti di fama anche per il disegno dei mobili, così che casa ed arredo costituiscono un unicum; ma si affianca anche la produzione per la borghesia con un gusto di tipo inglese per la casa confortevole, con la coscienza di un artigianato di valore. Per questi mobili c'è il falegname o "minusiere": "Erano nell'anno 1834 le botteghe di questo mestiere in numero di 251, i garzoni 253 e i novizi 109", questo da una relazione sullo stato delle province di Saluzzo, Savigliano e Racconigi. Lo stile proposto da queste scuole attinge a due temi: il Classico e il Romantico anche se la produzione italiana è legata alla disomogeneità della situazione, politica, troppi regni, troppe scuole: Piemontese, Ligure, Lombarda, Veneta, Emiliana, Romana, Napoletana. L'elemento unificante è lo stile "Impero" di importazione francese, cui succede il "Luigi Filippo" sempre seguendo le vicende dinastiche francesi; ma anche perché la Francia organizza, difende e protegge la sua produzione sostenendo la diffusione anche dei testi specifici, celebri i grandi Dizionari dei Mestieri.
Stilemi
Lo stile italiano della prima metà dell'Ottocento si distingue per un grande senso della misura e dell'equilibrio di natura classica, pur nella diversità delle scuole regionali. l grandi nomi che sono presenti e che firmano gli arredamenti prestigiosi come la Reggia di Carlo Alberto o Palazzo Spinola a Genova, sono accompagnati dal lavoro delle "botteghe". La formazione neoclassica si evidenzia nell'impianto dei mobili, lineari e privi di eccessive decorazioni, ai legni esotici si preferisce il massello di noce rivestito con grandi fogli di radica ferrarese ricomposti su superfici lisce in modo che le venature creino stupendi arabeschi ambrati. Si assiste in qualche caso ad un ritorno del "barocco", un gusto che si mescola al Neoclassicismo accentuando le curve e i fregi in intaglio o in rilievo. Decade l'uso del mogano e si introducono gli intarsi giocati sui legni di colore contrastante: amaranto e palissandro. Le rifiniture sono impeccabili, la precisione dell'incastro dei piani e anche le parti meno visibili sono rifinite alla perfezione. La Restaurazione portò uno stile più eclettico, in Lombardia si mescolarono Biedermeir viennese, Impero francese, Regency, Sheraton, con qualche sapore neogotico di tipo romantico. In Piemonte le regge ricche di mobili di Giovanni Maria Bonzanigo (1745-1820) creano uno stile che per la qualità dell'intaglio fece scuola: è caratterizzato dall'uso della tecnica a "pastiglia" che consiste nell'intaglio di ornati in legno di pero, dipinti e applicati sulla struttura del mobile dal fondo laccato. Il Bonzanigo lasciò una tradizione di decorazioni a festoni, foglie, fiori, frutti o strumenti musicali e si affiancano a quella di Pelagio Pelagi (1777-1860),fautore del revival gotico nell'area piemontese. Compaiono i motivi di sapore medioevale: colonne tortili, archi acuti, ogive dentellate che si usano nel momento romantico della riscoperta delle strutture medioevali e della storia italiana che cerca di trovare nel passato un tradizione eroica. In Liguria la tradizione francesizzante si affianca all'influsso dell'ebanisteria inglese, accanto alla mobilia dorata e riccamente intagliata, appare una produzione più sobria e di dimensioni ridotte.
Arredamento
La terminologia dei mobili è ricca di francesismi: Armadi (armoir), Commode, Secretaire, Dormeuse, Trumeau, Sofà, mobili che si affiancano alle librerie, ai letti e ai tavoli da centro di uso comune. La produzione di sedie e poltrone è ricchissima e differenziata, nascono in questo periodo le "chiavarine" ad opera dei fratelli Descalzi (Gaetano Descalzi detto Campanino di Chiavari) seggiole leggerissime, eleganti e solide, la cui produzione in ciliegio tornito, iniziata nel 1807, continuò per tutto il secolo. Le credenze si alleggeriscono in cassettoni a tre cassetti, con ripiani a ribalta e le strutture più eleganti indicano un gusto per il lusso e la ricercatezza. Il mobile ha spesso un'impostazione architettonica, la ripresa del frontone del tempio greco composto da colonne e trabeazione e concluso dal timpano si ritrova nelle delicate ornamentazioni del tipo neoclassico.