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I MOBILI DI BASSANO

Introduzione di Paolo Cambieri

Curata da Monica Pioggia e Valeria Randazzo, la mostra "I mobili di Bassano" è stata realizzata con il contributo delle aziende: Bussandri Arte, Bassano Arredamenti, Faber Mobili, Marchetti.

"Fin tanto che le nostre città e le nostre case, le nostre stanze, i nostri armadi, i nostri utensili, i nostri gioielli, finché il nostro modo di parlare e i nostri sentimenti non riusciranno ad esprimere in modo elegante, bello e semplice lo spirito del nostro tempo, continueremo a rimanere molto più arretrati dei nostri progenitori, ed è inutile cercare di nascondere con delle menzogne le nostre debolezze." Con queste parole, il celebre architetto J. Hoffmann esprimeva un'esigenza affine ai nostri giorni. Figura di transizione tra l'Art Nouveau e l'Art Decò, ben si adatta ad introdurre lo spirito delle nostre scelte.
Così, come allora, urge una reazione al gusto massificato, riproponendo la manodopera qualificata e l'artigianato come "stile", non solo come produzione.
Il Decò ci offre l'esempio di un periodo nel quale si concretizzò la collaborazione tra artigianato e designer, soprattutto nel mobile.
La tradizione e il moderno si dimostrarono una felice accoppiata innovativa. Così, assistiamo ad una vera e propria scoperta di quello che è stato l'ultimo grande "stile" decorativo della cultura occidentale.
L'innovazione si crea nella coincidenza di questo con l'avanguardia tecnologica, adatta sintesi contenitrice di mutazioni e di continui adattamenti. È lo stile che è più riuscito a condizionare una società, vestendola, abitandola, riadattando vecchi materiali in consonanza alle esigenze moderne, cioè anche tecnologiche.
Insomma, una visione che fosse totale, mai ideologica. Allora la scelta di collaborare con i maestri bassanesi, produttori di "mobili in stile ", dove il pretesto non è una riproduzione, ma un intendere e conoscere il passato per rinnovarlo, studio, lungimiranza, futuro.
L'atteggiamento classico è uno strumento per una raffinata stilizzazione, sostenuta da una tecnica virtuosistica. Il designer, concentrando l'attenzione sugli elementi strutturali della forma, offre all'artigiano l'uso di linee semplici che esaltino il suo intervento sul materiale. Le alte capacità tecniche di lavorazione e la finitura del prodotto, sono caratteristiche proprie dei mobilifici bassanesi.

"A Bassano l'artigianato è di casa."

In poche altre città italiane, infatti, l'artigianato si coniuga tanto strettamente con il tessuto sociale che ne alimenta la vita. Più del 60% delle forze attive della popolazione locale sono impegnate nell'industria e nell'artigianato.
Fin dal 1500 si può verificare, nella tradizione culturale di questa città, un bilico tra la dimensione mediterranea di Venezia e l'influenza mitteleuropea cui è collegata dal cordone ombelicale della Valsugana.
Bassano del Grappa è la città europea in cui si è realizzato, nel corso dei secoli, un singolare e fortunato sodalizio tra arte ed economia, in particolare tra arti visive ed attività produttive.
La "bottega" fondata a Bassano da uno dei più grandi pittori del '500, Jacopo da Ponte, assieme al padre e ai fratelli, costituisce uno dei più significativi esempi di attività economica legata alle arti visive. Nel '700, sempre a Bassano, sorse la "bottega" di arti grafiche dei Remondini, che diventerà una delle più grandi industrie d'Europa, con circa duemila dipendenti.
Ancora oggi, il comune di Bassano e il suo comprensorio continuano a prosperare sul binomio arte-produzione, qualificando l'economia locale.
Il professor Vittorio Brunello, Assessore alla Cultura e Turismo e Vicesindaco di Bassano, parlandoci del luogo, ci fa notare come vi sia una struttura dell'area caratterizzata da una presenza di imprese di piccole dimensioni, la maggior parte delle quali artigianali. Il comprensorio si caratterizza per essere al primo posto nel Veneto e al terzo in Italia (dopo Milano e Torino) per le esportazioni, e al secondo posto nel Veneto per le importazioni.
Il fenomeno artigianato, ricorda ancora il Vicesindaco, è fortemente radicato e vissuto anche come fonte di riscatto nei confronti di un male antico, quello dell'emigrazione. Forte è lo spirito di iniziativa, le capacità d'inventiva, il gusto del rischio delle imprese, spesso a conduzione familiare, anche di fronte a problemi rilevanti. Eppure, nonostante tutto, in una terra dove è d'obbligo sapersi "rimboccare le maniche", il settore va bene ed è in grado di offrire posti di lavoro, anche se le aziende lamentano una difficoltà sempre più marcata a trovare manodopera.
E un territorio che ha saputo consolidare un efficiente tessuto produttivo, ancora più eccezionale poiché ha tratto da se stesso le risorse per lo sviluppo.
A Bassano l'artigianato funge da polo catalizzatore nei confronti delle altre attività territoriali, ed è in grado, al tempo stesso, di proporsi come forza autopropulsiva, estendendosi su una gamma vastissima di situazioni aziendali, dalla classica antica bottega, fino a dimensioni industriali tecnologicamente sofisticate.
È un territorio ricco di testimonianze di una cultura e di un gusto che vantano solide radici, l'arte della terra veneta. Tutto il settore dell'artigianato artistico, che va dalla ceramica all'oreficeria, ai mobili in stile, alle stampe d'arte, ai complementi d'arredo, è caratterizzato dall'alta qualità ed è legato ad una tradizione locale secolare. La produzione di mobili risale al '500, mentre quella della ceramica, pur sviluppandosi in modo particolare a partire dal '700, ha origini che si perdono nel tempo. E sempre Bassano che ospita una delle sei scuole di ebanisteria presenti in tutta Italia, con l'intento di mantenere viva una tradizione non solo artistica, ma anche economicamente importante per il territorio.
Incontrando il Commendatore Bussandri, titolare della ditta Bussandri Arte, la più antica e riconosciuta nel mondo della riproduzione di mobili in stile, gli abbiamo chiesto quali erano le origini del mobile bassanese, qual era la chiave del successo di tale produzione e cosa si intende, oggi, per mobile "in stile". "L'origine del mobile bassanese è del 1920, quando il Colonnello Giacomo Bussandri e Noemi Chilesotti Bussandri si trasferirono nel periodo estivo da Venezia a Bassano, iniziando anche qui l'attività di arredamento, già da anni inaugurata a Venezia.
La chiave del successo è la cultura di base ed il sapore artigianale.
Non esiste, infine, un mobile "in stile" per eccellenza, perché ogni nuovo progetto non è "puro", ma sempre influenzato nostro vissuto personale, da un'epoca e, quindi, da qualcosa di già esistito." Nonostante la grande capacità imprenditoriale di questi artigiani, la forza di continuare ad investire in nuove tecnologie, sicuri che solo "dando" si creano prodotti innovativi validi e si riceve in cambio una garanzia produttiva ben meritata, nonostante i risultati positivi ottenuti in questi anni e la stabilità economica anche in un periodo di crisi come quello attuale, nonostante tutto ciò la qualità della vita bassanese ha tuttavia una natura molto intima e riservata, mai ostentativa.
Una natura, però, che sottolinea una grande vivacità culturale e la capacità di assimilare dagli altri ciò che aiuta a crescere come individuo. Interessante è, perciò, segnalare come a Bassano sia nata nel 1995 una scuola d'impresa unica nel suo genere, la "Universitatis Bassanensis Schola de Negotiis Gerendis" - Etica ed Economia -, finalizzata alla formazione di persone capaci di scelte e impegni motivati nell'azione sociale ed economica.
La razionalità puramente economica è incapace, da sola, di rispondere adeguatamente alle esigenze dell'uomo nella loro complessità ed integralità. Per costruire una società realmente degna dell'uomo, entro la quale tutte le persone possano realizzare la propria autentica identità in pienezza, è necessario abbandonare la logica individualistica e favorire invece la cultura della solidarietà.
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